Descrizione Progetto

PHILIPPE PARRENO

dal 22 Ottobre 2015 al 14 Febbraio 2016 – Spazio: NAVATE

Philippe Parreno è uno degli artisti francesi più rilevanti degli ultimi venti anni a livello internazionale. Il lavoro dell’artista si sviluppa attraverso l’impiego di un’ampia varietà di media tra cui film, video, musica, scrittura e disegno. Parreno adotta linguaggi e codici provenienti da media come la radio, la televisione, il cinema e, più recentemente, l’informatica per esplorare i confini della realtà e della sua rappresentazione. Nell’ambito del suo percorso artistico, Parreno ha messo in discussione il concetto di autorialità collaborando con alcuni fra i più influenti artisti, architetti e musicisti degli ultimi due decenni.
“Hypothesis” è la prima mostra antologica in Italia ed è concepita come uno spazio in cui una serie di eventi si svolgono in successione tra loro, come se fossero organizzati seguendo una coreografia. La mostra presenta alcune delle maggiori opere dell’artista insieme a lavori più recenti, caratterizzati dal suono e dalla luce, tra cui le iconiche Marquees, realizzate tra il 2006 e il 2015.

I suoni delle Marquees e dei due pianoforti presenti nello spazio espositivo seguono diverse composizioni musicali realizzate da Agoria, Thomas Bartlett, Nicolas Becker, Ranjana Leyendecker, Robert AA Lowe e Mirwais.

CREDITI
Location: Pirelli HangarBicocca, Milano
Artista: Philippe Parreno
Mostra: “Hypothesis”
Allestimento: a cura di Andrea Lissoni
Ingegnerizzazione: MOSAE srl
Team: Michele Maddalo e Alice Brugnerotto. Special consultant Stefano Monaco
Foto: Andrea Rossetti
Courtesy: Philippe Parreno, Pilar Corrias Gallery, Gladstone Gallery, Esther Schipper. Fondazione Pirelli HangarBicocca, Milano
Pictures in slideshow: vedute dell’installazione

Danny the Street (2006 – 2015)
Another Day with Another Sun (2014)

L’installazione Danny the Street prende il nome dal personaggio creato da Grant Morrison e Brendan McCarthy per la DC Comics ed è composta da diciannove Marquees, sculture in plexiglass, luci e suono realizzate tra il 2006 e il 2015: è una strada immaginaria lungo le “Navate” di HangarBicocca. Sospese ad altezze differenti, le Marquees sono di forme e dimensioni diverse. Ispirate alle insegne luminose, che negli anni Cinquanta venivano poste all’esterno dei cinema americani per promuovere i film in sala, le Marquees diventano nell’opera di Parreno degli indicatori che, non segnalando più un evento cinematografico, segnano lo spazio introducendo la possibilità di un evento.

La prima delle serie è la Marquee (Esther Schipper Plans), realizzata nel 2006 per l’ingresso della galleria Esther Schipper di Berlino. Sulla parte frontale della Marquee, dove tradizionalmente era posto l’annuncio del film, l’opera mostra un neon che riproduce la pianta della galleria stessa. L’artista concepisce questi lavori come enormi didascalie in 3D che possono sostituirsi anche all’oggetto che dovrebbero segnalare, diventando opere e al tempo stesso premesse o introduzioni di altre.

Nel 2013, in occasione della sua retrospettiva al Palais de Tokyo di Parigi, l’artista ha raccolto diverse Marquees assemblandole in un’unica installazione dal titolo Danny the Street, concepita come un insieme specifico e una composizione di opere per la sola durata della mostra. Come ha affermato Parreno, elemento centrale della sua pratica artistica è «il piacere di prendere un oggetto senza reinventarlo ma piuttosto rinegoziandone la modalità con cui diventa pubblico». Nella saga del fumetto Doom Patrol by DC Comics, Danny è una strada senziente e sagace in grado di integrarsi tra le vie di una città.

Disposte in fila, le diciannove Marquees sospese si illuminano a intermittenza e, come degli strumenti musicali, seguono una partitura concepita da Parreno con Nicolas Becker insieme a diversi musicisti e artisti, tra cui Agoria, Thomas Bartlett, Liam Gillick, Ranjana Leyendecker, Mirwais, e Robert AA Lowe. A pavimento due pianoforti Disklavier eseguono la partitura che determina la sequenza temporale di tutta la mostra e sembrano suonare condotti da una presenza invisibile (le registrazioni del pianista Mikhail Rudy sono state effettuate nel luglio del 2015 in occasione della mostra personale “Hypnosis” a Park Avenue Armory, New York). Come spiega l’artista, «tutti gli elementi in mostra – video, musiche e luci – sono controllati da una tastiera Master Keyboard che ha l’aspetto di un pianoforte ma che concettualmente è più vicina a un’orchestra gamelan, con la possibilità di suonare più strumenti contemporaneamente».

L’installazione Another Day with Another Sun [Un altro giorno con un altro sole] (2014), realizzata in collaborazione con l’artista Liam Gillick, è sospesa sul lato opposto delle Marquees. L’opera, composta da una luce artificiale che attraversa lo spazio espositivo grazie a un sistema di binari sospesi, può rievocare il passaggio del sole dall’alba al tramonto. Lungo il suo percorso la luce colpisce le colonne delle “Navate” di HangarBicocca e le Marquees, proiettandone le ombre a terra e sulla parete laterale costituita da uno speciale tessuto bianco.

Il gioco delle ombre è doppio e intrecciato: sul pavimento si percepiscono le silhouette delle Marquees e contemporaneamente i loro profili si stagliano contro la parete bianca, disegnando un paesaggio fantasmatico. L’accostamento di Another Day with Another Sun e Marquees genera un’unica inedita opera e un gioco di rimandi, di cause ed effetti e di assenze evocate che diventano presenze reali; ne scaturisce un luogo enigmatico e sospeso che evoca uno scenario urbano effimero che penetra nello spazio espositivo, un set fantascientifico ma anche la storia del pre-cinema e degli spettacoli son et lumière.

Composta da un pattern di LED che raduna diversi film e video di Parreno, l’opera intitolata Marquee (2015) si distingue rispetto agli altri lavori della serie per la sua presenza fisica nello spazio. Tipico strumento dello spazio pubblico urbano, lo schermo a LED di grandi dimensioni è un elemento architettonico e la sua superficie assomma la funzione tradizionale dello schermo cinematografico ma diffonde opere video come un canale televisivo. In questo senso la combinazione tra le Marquees e Another Day with Another Sun amplifica quell’immagine di città astratta e cinematica evocata da Danny the Street.

Alien Seasons (2002)

Affascinato dal comportamento dei cefalopodi, molluschi marini tra i più evoluti di cui fanno parte le seppie, Parreno realizza Alien Seasons [Stagioni aliene] (2002), un film costruito attorno a cinque brevi sequenze (che non sono state sottoposte a montaggio e sono prive di suono) nelle quali mostra le capacità mimetiche di una particolare specie di seppia gigante che vive nell’oceano Pacifico. Grazie alle sue capacità mimetiche fotocromatiche, l’animale può modificare il colore della propria pelle in base all’ambiente e alle condizioni in cui si trova. Parreno è attratto dal meccanismo che trasforma gli impulsi nervosi in immagini reali che vengono riprodotte sulla pelle della seppia gigante e che diventano un’espressione della sua immaginazione. Come l’artista racconta: «Da ragazzo fantasticavo sempre sul fatto che aprendo la bocca ne sarebbe uscito un proiettore a fascio luminoso; l’immaginazione rendeva tutto facile e alla portata; avrei potuto avere anche qualcosa sulla pelle come fanno le seppie giganti».