Descrizione Progetto

ROSA BARBA

dal 05 Maggio 2017 al 08 Ottobre 2017 – Spazio: SHED

Pirelli HangarBicocca presenta la mostra personale di Rosa Barba “From Source to Poem to Rhythm to Reader”, a cura di Roberta Tenconi, un progetto espositivo che raccoglie quattordici opere realizzate dal 2009 a oggi, tra film in 35 e 16mm, sculture cinetiche e interventi site specific.
La mostra, allestita nello spazio dello Shed di Pirelli HangarBicocca, crea un serrato dialogo tra il display delle opere e l’anima industriale della struttura espositiva che le ospita. I cinque film presentati sono ancora inediti in Italia, tra cui The Empirical Effect (2009) – un’indagine sul paesaggio del Vesuvio, per Rosa Barba una metafora delle complesse relazioni tra società e politica in Italia – e i due ultimi lavori dell’artista: Enigmatic Whisper (2017), film girato all’interno dello studio dell’artista Alexander Calder, e From Source to Poem(2016), una narrazione audiovisiva densamente stratificata, in cui, come in un rumore bianco, ogni elemento si sovrappone e si condensa progressivamente. Il film è stato realizzato nel centro di conservazione audio-video della Library of Congress a Culpeper, Virginia, il più grande archivio multimediale al mondo.

CREDITI
Location: Pirelli HangarBicocca, Milano
Artista: Rosa Barba
Mostra: “From Source to Poem to Rhythm to Reader”
Allestimento: a cura di Vicente Todolí
Ingegnerizzazione: MOSAE srl
Team: Michele Maddalo, Alice Brugnerotto, Anna Colombo, Stefano Monaco
Foto: Agostino Osio
Courtesy: artist and Fondazione Pirelli HangarBicocca, Milano
Pictures in slideshow: vedute dell’installazione

A Home for a Unique Individual, 2013

L’opera è composta dalle proiezioni in sincrono di due film in 35mm su un unico schermo centrale: da un lato sono proiettate riprese aeree di anonime trailer cities, “città di roulotte” che assumono una connotazione astratta; dall’altro frammenti di testo che sembrano descrivere l’attività della cinepresa.

Rosa Barba ha chiesto a un batterista di leggere questi testi immagine come se si trattasse di uno spartito musicale, e di suonarli su delle macchine da scrivere utilizzate come batteria. II testo viene inscritto nel film, proiettato in loop ed è visibile nel suo insieme dai due lati dello schermo, con le immagini che convergono e si sovrappongono su un unico supporto.

The Long Poem Manipulates Spatial Organizations, 2014

«Che siano film, installazioni o pubblicazioni, tutte le opere di Rosa Barba s’interrogano sulla funzione delle immagini filmate come forma di scrittura», così la critica Melissa Gronlund definisce i lavori dell’artista, sottolineando il ruolo centrale affidato alla parola scritta e all’idea di fisicità della proiezione, solitamente percepita come qualcosa di puramente immateriale. Nella scultura The Long Poem Manipulates Spatial Organizations, per esempio, il proiettore è inclinato di 45 gradi rompendo la tradizionale geometria dello schermo. Il film si presenta come un montaggio di campi di colore uniformi nel quale appare una successione lineare di lettere ritagliate direttamente sulla pellicola componendo una sorta di “poesia visiva”, a sottolineare come ogni parola sia un insieme organizzato di segni.

Boundaries of Consumption, 2012

In Boundaries of Consumption, infine, il passaggio della pellicola tra una pila di scatole per bobine genera l’imprevedibile spostamento di due piccole sfere di metallo poste alla sommità di questa struttura precaria. Il risultato è una proiezione che investe la parete con le ombre delle due sfere che vibrano in un moto continuo.